14 agosto 2014

Turisti a Palermo


A cattridali ri Palermu.

La cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta è la sede vescovile dell'arcidiocesi di Palermo. Viene indicata semplicemente come cattedrale di Palermo o localmente in siciliano a cattridali ri Palermu.
La chiesa fu costruita nel 1184 dall’Arcivescovo Gualtiero Offamilio. Quando i saraceni invasero la città, essa fu trasformata in moschea.
In questa cattedrale, oltre ai re normanni, furono incoronati anche Vittorio Amedeo II di Savoia e Carlo III di Borbone.
La prima chiesa viene costruita nel IV secolo. Nel 604 la cattedrale è consacrata alla Vergine Maria. Nell’831 i saraceni conquistano e saccheggiano Palermo e trasformano la cattedrale in una moschea, ma nel 1072 i normanni restituiscono la chiesa al culto cristiano. Nel 1184 è completata la ricostruzione della nuova cattedrale, voluta dall’Arcivescovo Gualtiero Offamilio. La chiesa fu modificata ancora più volte, ma lo sviluppo in pianta della nuova cattedrale risentì sempre dei forti influssi religioso-architettonici precedenti. L'aspetto gotico deriva dalla presenza delle torri a bifore e colonnine e dalle merlature ad archetti che corrono lungo tutto il fianco destro della costruzione.
Il fianco destro della costruzione, con le caratteristiche torrette avanzate e l'ampio portico in stile gotico - catalano (l'attuale accesso), eretto intorno al 1465, si affaccia sulla piazza.  La Madonna a mosaico è del XIII secolo; i due monumenti alle pareti, opere del primo Settecento, rappresentano Carlo III di Borbone a destra e Vittorio Amedeo II di Savoia a sinistra.
La parte dell’abside stretta fra le torricelle è quella più originale del XII secolo, mentre la parte più manomessa è il fianco sinistro. La facciata sud-occidentale, che guarda l'arcivescovado, risale ai secoli XIV-XV.
L’interno è a croce latina con tre navate divise da pilastri. Nella navata destra, la prima e la seconda cappella, che sono comunicanti tra loro, custodiscono le tombe reali dei normanni. Molto suggestivo è il sarcofago di Federico II, sormontato da un baldacchino con colonne in porfido e con l’urna sorretta da due coppie di leoni.
Nel presbiterio c’è il coro ligneo quattrocentesco in stile gotico e il trono episcopale ricomposto da frammenti di antichi mosaici del XII secolo. A destra del presbiterio si trova la cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, con le reliquie e l’urna d’argento.
Ai lati dell’abside si trova il grande organo a canne a trasmissione elettrica.
In alcune parti della cattedrale sono esposti i cosiddetti “tesori” come ad esempio i paramenti sacri dal XVI al XVIII secolo, ostensori, calici, la tiara d’oro di Costanza d’Aragona.

Dal lato sinistro della cattedrale s’accede ad una cripta con le volte a crociera sostenute da colonne di granito che contiene le tombe ei sarcofagi di età romana. Tra i personaggi famosi che vi sono, c’è la tomba dell’Arcivescovo Giovanni Paternò, mecenate di quel Gagini che ne scolpì l’immagine giacente.

Francesca Taormina e Bartolomeo Carota

Nessun commento:

Posta un commento

Newsletter di Postillare


iscriviti cancellati